Ascoltiamoci di più

La tristezza è un’emozione che si manifesta nel momento in cui perdiamo qualcosa di caro, qualcosa a cui teniamo. Un umore basso viene spesso scaturito da un litigio con una persona cara, a tutti sarà capitato di discutere con un genitore, un amico o con il proprio partner. Ci accorgiamo di essere tristi poco dopo la discussione, quando la rabbia svanisce e lascia il posto alla tristezza.

L’umore precipita, la postura diventa ricurva, il viso assume tratti caratteristici, quali la fronte corrugata, le labbra piegate e lo sguardo perso nel vuoto. Questo tipo di stato d’animo è spesso seguito da cisi di pianto, perdita dell’appetito, il tutto accompagnato da continue lamentele verso se stessi per non aver saputo affrontare in maniera adeguata la situazione.

I benefici della tristezza

La tristezza ci consente di allontanarci temporaneamente dal mondo esterno per ascoltarci, per capire quello di cui abbiamo bisogno. Ci aiuta nell’elaborazione dei ricordi, ci indica che stiamo perdendo qualcosa di importante, ci consente di sperimentare compassione, empatia, ed essere altruisti, ci segnala situazioni sociali incerte e ci permette di diminuire gli errori cognitivi che colorano i nostri giudizi.

Le persone tristi hanno maggior accuratezza per i dettagli, addirittura per quelli molto piccoli e sottili. Inoltre cadono meno nelle trappole cognitive comuni, come credere che una persona di bell’aspetto sia anche gentile o ricordare meglio le informazioni iniziali rispetto a quelle successive. In altre parole, le emozioni negative ci aiutano ad essere più attenti e concentrati in situazioni difficili. Al contrario, le emozioni positive, come la felicità, in genere indicano situazioni familiari e sicure e comporta un atteggiamento meno attento.

Essere più attenti ai dettagli può anche migliorare la comunicazione. Le persone più tristi sono capaci di utilizzare argomenti più persuasivi ed efficaci per convincere gli altri, riuscendo a comprendere meglio le fresi ambigue. Molti studi dimostrano inoltre come il cattivo umore porti le persone a prestare più attenzione alle norme e ad aspettative sociali e ad essere più generosi.

L’ossessione per la ricerca della felicità

Esaltando la felicità e negando le virtù della tristezza, abbiamo posto un obiettivo inafferrabile per noi stessi. Così facendo causiamo maggiore delusione, fino ad arrivare anche alla depressione. La tendenza dei media a mostrare continuamente ed esclusivamente le emozioni positive come le uniche accettabili non fa altro che aumentare la sofferenza, in quanto pone uno standard irraggiungibile, e paradossalmente questo causa maggior frustrazione e disagio.

Dobbiamo imparare ad accettare che anche le componenti negative, le emozioni negative fanno parte della vita e dovrebbero essere accettate come tali. Se tuttavia questo tipo di emozione si presenta con frequenza e per un periodo prolungato, quantificabile in almeno tre mesi, allora sarebbe opportuno fare una visita specialistica da uno psicologo psicoterapeuta o da uno psichiatra per avere una diagnosi e una proposta di terapia.